domenica 10 dicembre 2017

L'admin rimosso

Il Bristolone si accorge che in un momento in cui non era in Facebook qualcuno lo ha preso in giro nel suo gruppo. Vedendo ciò, accusa quelli che aveva nominato admin di non averlo difeso e li destituisce. Il Riccardo, rimosso dall'incarico, si giustifica dicendo che, quando è successo il fattaccio, lui era al lavoro e non poteva sorvegliare il gruppo.


In effetti, uno dovrebbe immaginare che la gente, per una parte della giornata, potrebbe anche essere al lavoro e non collegata a Facebook. Però il Bristolone non ha molta dimestichezza con il lavoro e quindi non è strano che non ci abbia pensato.


Dopo aver canzonato il Bristolone, però, per par condicio, devo canzonare un po' anche il Riccardo:


domenica 3 dicembre 2017

Non ci Fiamo proprio!

Sulla pagina della Fiamo, la Federazione italiana associazioni e medici omeopati (anche se "medici omeopati" è un ossimoro) si parlava di alcune ricerche raccolte sotto il nome "EPI3" dalle quali, secondo loro, si dedurrebbe che l'omeopatia funziona quanto la medicina vera.

Dopo aver letto l'articolo sulle affezioni alle vie respiratorie, però, esprimo pacatamente il mio dissenso da tale conclusione. L'admin della pagina (in questo articolo userò il maschile singolare, ma, visto che scriveva con il nome della federazione senza specificare il suo, non so se era uomo o donna e neppure se mi ha risposto sempre la stessa persona) risponde che la mia risposta è "parziale e non tecnica". Perché la ritengano "non tecnica", non mi viene spiegato. Invece mi dicono che secondo loro è "parziale" perché "non prende in considerazione gli altri due gruppi di patologie trattate nello studio".


Ribatto facendo notare che l'obiezione è inconsistente: la mia critica all'articolo che verte sulle affezioni alle vie respiratorie è indipendente da cosa dicano le altre che si occupano di altre patologie. Sarebbe come dire che se uno parla della regola del fuorigioco nel calcio e nell'hockey, io per poter dire che sbaglia a enunciare la regola nel calcio devo anche prendere in considerazione quella nell'hockey. Chiedo inoltre come mai ritengano così decisiva una singola ricerca e non, invece, revisioni sistematiche come quella di Shang et al. o quella del servizio sanitario australiano (NHMRC).

Il mio interlocutore mi dice: "La preghiamo di informarsi correttamente prima di citare fonti". Secondo loro, la revisione del NHMRC non è valida e citano a sostegno di ciò il parere della Liga Medicorum Homoeopathica Internationalis (LMHI).


Beh, rifarsi al parere di una associazione di omeopati per un giudizio sulla revisione del NHMRC che, sulla base dei fatti, ha bocciato l'omeopatia è come rivolgersi agli ultras della Juventus per avere un parere su un rigore assegnato contro la loro squadra. Non è che, se gli ultras dicono che non c'era, ciò costituisce una sentenza inoppugnabile. L'omeopata dice che se non ritengo che il parere dell'associazione omeopatica da lui citata sia meglio del "mio parere" (che sarebbe in realtà la conclusione dell'importante revisione del NHMRC), allora non sono "disposto a voler ascoltare". Però se uno pretende che si prenda per buono un parere in contrasto con i più importanti studi scientifici in materia, non sarà che è lui a non "voler ascoltare"?


Le mie risposte, secondo chi parla a nome della Fiamo nella pagina FB, rivelano "una profonda non conoscenza". Il che mi ricorda il "chimico farmaceutico omeopata" che mi disse: "La tua non conoscenza è imbarazzante perché tange anche gli studi farmacologici del Dott" (seguito da cognome del "Dott" menzionato).

Quindi mi viene detto che le mie sono solo "chiacchiere da bar". Però me lo dicono "cordialmente", eh! Beh, la revisione sistematica di Shang et al. e quella del NHMRC non sono esattamente "chiacchiere da bar"!

La Fiamo allora mi invita a citare le fonti:


Ma LOL! E cosa ho fatto sinora? Per loro, però, non va bene. Devo "citare la bibliografia esatta".


Ok, è vero: gli studi andrebbero citati con tutti i dati bibliografici che consentano di individuarla correttamente e magari, già che siamo in internet, con un link. Tutto vero. Però qui stiamo parlando della revisione sistematica Shang et al.! E' (insieme a quella, più recente, del NHMRC) la revisione più quotata. E' la revisione che ha fatto dire al Lancet, la rivista che l'ha pubblicata, che segnava la fine dell'omeopatia. Insomma, mi pareva di poter dare per scontato che uno che parla a nome di una federazione omeopatica la conoscesse! Sarebbe come se un insegnante di italiano mi dicesse: "Ma devi citare per bene quel libro che hai detto, quello degli sposi, com'era? Ecco sì, questo che hai detto ora: I promessi sposi. Ma non hai nemmeno detto l'autore!" Comunque, no problem: gli cito per esteso primo autore, titolo, rivista, anno, numeri di pagina, link alla pagina del sito del Lancet. A questo punto il mio interlocutore dice che sì, "lo studio di Shang et al. è ben noto a tutti", ma lui chiedeva le "revisioni precedenti" a cui mi sarei riferito.


In verità non mi sono riferito a "revisioni precedenti", ma alle due che ho sopra già citato. Ho menzionato due revisioni di Linde et al. per dire che venivano prima della revisione Shang e che quest'ultima, usando criteri più stringenti, aveva mostrato che i timidi risultati positivi trovati da quelle erano da scartare: quindi non avevo fatto riferimento ad esse per sostenere quel che dicevo, che è poi quello che dice la scienza, ma al contrario avevo detto che si doveva far riferimento alle più puntigliose revisioni di Shang et al. e del NHMRC. Detto questo, non sarebbe un problema neppure indicargli queste due "revisioni precedenti", se non fosse che... beh, lo avrete già capito. E, se non lo avete capito, lo dirò alla fine dell'articolo. Nel frattempo rivolgiamoci all'articolo che avevo commentato.

Il testo dice che, nella cura di affezioni alle vie respiratorie, chi si rivolge a omeopati prende meno antibiotici e ottiene risultati non molto diversi. Le affezioni alle vie respiratorie sono però in gran parte virali. Per le infezioni virali non si usano gli antibiotici e quindi dire che, in tal fattispecie, gli omeopatici valgono quanto gli antibiotici significa dire che gli omeopatici non servono a niente. In effetti, per curare un'infezione virale come per es. il raffreddore comune, anche con la birra si ottiene lo stesso risultato che con gli antibiotici.

D'altro canto, non è che un minor uso di antibiotici è per forza una cosa positiva. Certo, se non servono, non vanno presi (e l'abuso di antibiotici è in effetti un problema), ma è sbagliato pure non prenderli quando servono e quindi si può anche pensare che il maggior numero di infezioni tra i pazienti di omeopati abbia a che fare con l'omessa prescrizione di antibiotici. Su questo punto il portavoce feisbucchiano della Fiamo si mostra spazientito e nega che si possa così interpretare l'articolo da lui proposto: gli antibiotici, secondo lui, "NON erano da prescrivere" e "nulla è stato sottratto al paziente".


A quanto pare, tuttavia, non ha letto bene l'articolo di cui parla, dato che è quello stesso articolo a scrivere esplicitamente che non si può escludere: gli autori hanno infatti rilevato più infezioni tra i pazienti degli omeopati e, per quanto a loro parere tale eccesso non sia statisticamente significativo, ammettono che non si può escludere che sia legato al minor numero di prescrizioni: "può essere dovuto al caso o alla mancanza di protezione contro queste infezioni. Quest'ultima possibilità non può essere esclusa in quanto lo studio non permette statisticamente di distinguere tra le due interpretazioni".

Cosa mi hanno risposto su questo? Nulla. "E perché non solleciti una risposta?" qualcuno mi dirà. Beh, non posso chiedere altro (né, per riprendere il discorso lasciato sopra in sospeso, linkare le revisioni di cui si diceva) perché mi hanno bannato. Non ci Fiamo proprio! :D


PS: Mentre io non posso più scrivere sulla loro pagina, gente della Fiamo e altri fan dell'omeopatia sono del tutto liberi di scrivere nei commenti a questo articolo (con gli ovvi limiti di netiquette).

domenica 26 novembre 2017

L'apostrofo annegato

Nel mare che si estende tra il dire e il fare è annegato un apostrofo.


Se si vuole essere pignoli, poi, "tra" si scrive senza l'accento.

domenica 19 novembre 2017

Taci, Fritjof!

Capita spesso che qualche niueig, per sostenere le sue balzane idee, invochi a sproposito la fisica quantistica. Uno dei loro guru è Fritjof Capra, autore del bestseller "Il tao della fisica" che, come dice in una sua recensione il mio amico Pellegrino Conte (che non è niueig e di scienza ne sa), "può essere considerato come un compendio di sciocchezze pseudo-scientifiche in cui l’autore trova improbabili correlazioni tra la meccanica quantistica e le filosofie orientali".

Dato che il Capra viene citato spesso in gruppi di Facebook quantistici-niueig, ho preparato un'immagine, ricavata da un frame del film Fusi di testa, in cui un cartello dice "No Fritjof Capra" (nel film il cartello diceva No Stairway to heaven: il protagonista va in un negozio di strumenti musicali e, per provare una chitarra, sta per cominciare il celebre assolo della canzone dei Led Zeppelin, ma viene bloccato dal commesso che gli indica il cartello che vieta di suonarla dato che, evidentemente, il personale si era stancato di sentire ogni cliente provare con quelle note).


Così, quando qualcuno menziona il Capra, posso rispondere semplicemente postando l'immagine. E' quel che faccio quando il Michel apre un thread con un link alla pagina di Wikipedia sul Capra. Il Michel, stizzito, replica scrivendo: "taci, capra" (la virgola è invero una mia aggiunta). Ma LOL! Un fan del Capra che usa "capra" come termine offensivo! :D


domenica 7 maggio 2017

Il Bristolone contro... se stesso!

Il Bristolone da un po' di tempo prende posizione contro gli antivaccinisti. Non che porti grandi argomenti. Tutt'altro. Però almeno per una volta ha azzeccato la posizione giusta: in effetti, l'antivaccinismo è una scemenza ed è pure un'ideologia pericolosa.

Per canzonarlo un po', comunque, carico l'immagine di un suo post di tempo fa (e di cui avevo parlato qui). E' con il nome Giovanni perché ai tempi gli avevano sospeso il suo account principale, con il nome Alessandro, e ne usava un altro.


Il Bristolone replica deciso: "sto tizio spara cazzate". E aggiunge sdegnato: "che cazzo di cose mi citi?"


Devo così avvertirlo che lo stavo prendendo in giro e che il tizio in questione era proprio lui. Ciò suscita un po' di ilarità e qualcuno commenta in tono divertito che il Bristolone ha fatto una figuraccia. E' divertente anche la sua risposta:


domenica 30 aprile 2017

Chi dorme in piedi dice "sveglia!!!"

Quando si vede scritto "sveglia" seguito da più punti esclamativi, si ha la quasi completa certezza che chi l'ha scritto sia uno che dorme in piedi. Ho esposto questa mia tesi (che, ne converrete, è ben fondata) in un gruppo frequentato da antivaccinisti e sono bastati pochi secondi per averne una conferma proprio nel post successivo al mio.


lunedì 24 aprile 2017

Dario e l'onere della prova

Il Dario si lancia in un'affermazione impegnativa: secondo lui "il cristianesimo poi non è neppure originale perché riprende e ricopia in toto mitologie precedenti come il mitraismo".


E' una vecchia storia che talvolta viene tirata fuori, accompagnata dalla segnalazione di stupefacenti coincidenze: come Gesù, anche Mitra (ma pure Horus, Attis, Krishna, Dioniso e magari altri ancora) sarebbe nato il 25 dicembre da madre vergine, avrebbe avuto 12 discepoli, sarebbe risorto tre giorni dopo la morte. Testi e immagini (qui sotto un esempio) con queste affermazioni girano in internet.


Quando però si chiede una fonte per queste affermazioni, non si riesce ad averla. Dico quindi al Dario che la sua affermazione non mi convince. Il Dario, piccato, mi dice che devo dargli le prove che non sia come dice lui.

Eh, no, Dario. Non funziona così. Se fai un'affermazione, sei tu che hai l'onere della prova, non sono gli altri ad avere l'onere di smentire quello che tu dici. Come si dice con un'espressione di origine legale, "affirmanti incumbit probatio".

Per fare un esempio, nell'immagine sopra riportata si afferma che nel culto di Mitra si diceva che era morto e risorto dopo tre giorni. Chi lo sostiene dovrebbe dirci qual è la fonte di tale asserzione. La cosa non è da ritenere vera finché qualcuno non dà le prove che sia falsa (e come? dovrebbe esserci un testo mitraico che dica "oh, raga, la nostra divinità ha a che fare con il toro, ma non con resurrezioni dopo tre giorni, eh"?), ma al contrario va reputata infondata finché qualcuno non dà le prove che sia vera.

Chiedo quindi al Dario se mi può citare una fonte per la sua affermazione. Ed ecco la sua risposta (con un mio commento):


Eh, no, Dario. Chiedere una fonte non è "trollare". E' semplicemente metodo scientifico. Provo a chiedergli se può nominare uno studioso che sostenga questa sua idea, così si può controllare quali argomenti espone. Ma il Dario non gradisce la richiesta e così mi risponde:


Il Dario chiede invece che siano gli altri a nominare studiosi che smentiscano la sua idea. Si può anche fare (e tra un po' lo farò), ma si deve ancora sottolineare che comunque è chi fa l'affermazione che ha l'onere della prova. Capita invece talora che i fan di idee strambe dicano che un certo personaggio ha detto una cosa "e nessuno studioso l'ha smentito". Beh, può anche essere che qualche esperto neppure sia al corrente di tale affermazione oppure che non pensi che valga la pena di perderci tempo. Nel suo libro Gesù è davvero esistito? (la risposta del testo è: sì, senza dubbio), Bart Ehrman, storico specialista delle origini del cristianesimo, cita un testo che sostiene le idee care al Dario, The Jesus Mysteries di Timothy Freke e Peter Gandy, e scrive: "Gli storici del mondo antico - quelli seri - sono scandalizzati da tali asserzioni, o meglio lo sarebbero se si prendessero il disturbo di leggere il libro di Freke e Gandy" (pag. 26 dell'edizione italiana, pubblicata da Mondadori).

Ma torniamo al Dario, che mi dedica questo divertente post:


Dopo averlo ammirato nella sua interezza, vediamo nel dettaglio questo post.


Conosco anche l'idea delle scie chimiche o la leggenda della morte di Paul McCartney, ma questo non significa che allora ho delle "prove". E se uno dice che i maiali possono costruire delle case con le loro zampe e io gli chiedo una prova di questa stravagante affermazione, seguendo l'esempio del Dario mi risponderà "anche tu conosci la fiaba dei tre porcellini e se la conosci non hai bisogno di prove"? Eh no, il fatto che io possa conoscere un'idea stramba, che sia la pranoterapia o la storia che il cristianesimo è una scopiazzatura del mitraismo, non toglie l'onere della prova a chi fa l'affermazione.


Dunque il Dario non ha letto il libro e non ne conosce i contenuti, ma a lui "dal titolo sembra parlare d'altro". E, senza sapere nulla del libro, ma basandosi solo su quel che gli sembra "dal titolo", il Dario sentenzia che è "una fonte che può voler dire tutto e nulla sulla questione".

Come sa chi, invece, il libro lo ha letto, l'argomento in questione vi è discusso ampiamente. Ehrman esamina le affermazioni di chi sostiene, come il Dario, che il cristianesimo sia una copia di culti precedenti e formula l'obiezione che io ho fatto al Dario: dove sono le prove?

Parlando di Freke e Gandy (gli autori che ho citato sopra) scrive: "Gli autori non corredano di prove le loro affermazioni sul modello mitologico dell'uomo-dio. Non citano alcuna fonte pervenutaci dal mondo antico che sia possibile verificare. Non si può dire che abbiano fornito un'interpretazione alternativa delle testimonianze a nostra disposizione. Non le hanno neppure citate. [...] Quelle testimonianze non esistono" (pagg. 26-27). Commentando un "classico del settore", The world's sixteen crucified saviors di Kersey Graves, Ehrman scrive che "Graves non nomina le fonti da cui ha tratto le sue informazioni" (pagg. 213-215). E per Frank Zindler, che sostiene che il cristianesimo sia "basato in larga misura sull'antica «religione misterica» del mitraismo", arriva alla medesima conclusione: "La risposta è la stessa. Non ci sono prove. E' un'invenzione." (pagg. 215-216)


Un nuovo tentativo di rovesciare l'onere della prova. Io non "contesto senza prove", ma semmai "contesto ciò che è senza prove". E non sto neppure chiedendo di "confutare", ma di dare qualche fonte per un'affermazione per la quale non trovo fonti né esperti dell'argomento che la considerino valida.


Il Dario continua a ripeterlo e io continuo a ribadire che chiedere la fonte di un'affermazione non è certo "trollare". Altrimenti ogni scienziato, e anzi ogni persona raziocinante, sarebbe un troll.


ROTFL!